Impegno sanitario di Fondazione Gargantini e Amici dell′Argentina
Il Policlinico Franchi si occupa di bambini e donne incinte nel barrio Gonzales Catàn, periferia di Buenos Aires. Un quartiere popolare di 160.000 anime ai margini della metropoli. Abitazioni fatiscenti, tetti in lamiera e strade polverose. Mancano i servizi elementari: acqua potabile, rete fognaria, assistenza pubblica. In cambio abbondano povertà, malattie e disoccupazione.
È qui che da vent′anni operano le suore infermiere dell′Addolorata. Sono in tre. Prima di prendere la via dell′Argentina avevano prestato servizio alla Clinica di Moncucco, dove la congregazione è attiva dal 1900. Le tre donne, tutte in età avanzata, dirigono un policlinico intitolato a Giovannina Franchi, la nobile comasca fondatrice della congregazione. Al loro fianco operano alcuni medici specialisti. Fra i principali sostenitori dell′istituto c′è la Fondazione Don Bautista Gargantini, che ha sede a Lugano ed è presieduta dalla vedova, Giuseppina Gargantini. Figlio di un emigrante di Gentilino e protagonista sulla scena politica argentina è stato vicegovernatore e presidente del Parlamento della provincia di Mendoza Don Bautista (il nome originale era in realtà Battista)ha sempre considerato prioritarie le esigenze di sviluppo e di progresso sociale del suo Paese di adozione. La fondazione, che ne ha ripreso lo spirito, è stata fondata nel 2000, dopo aver operato come libera associazione per oltre un decennio.
Il sostegno al policlinico avviene con la fornitura di materiale sanitario e didattico, dal momento che l′istituto si occupa prevalentemente di bambini. Dal 2006 sono stati spediti due containers, contenenti carrozzine, sedie a rotelle, vestiti e una apparecchiatura per eseguire le mammografie, donata da uno studio radiologico di Bellinzona. «In entrambe le spedizioni − spiega Giuseppina Gargantini − abbiamo incontrato difficoltà burocratiche, che fortunatamente siamo riusciti a superare grazie alla collaborazione dell′ambasciata argentina a Berna. Ma laggiù ci attendono ancora altri importanti progetti. Per questo siamo sempre impegnati nella raccolta di fondi e di materiale ospedaliero». Negli ultimi tempi la fondazione è stata affiancata dall′Associazione amici dell′Argentina. « Il lavoro svolto dalle suore non lascia adito a dubbi » dice Angela Donelli, presidente del sodalizio, in procinto di affrontare un nuovo viaggio. «Sono rimasta letteralmente a bocca aperta nel vedere una struttura, mi si passi il termine, così svizzera, in mezzo a tutta quella miseria. Igiene, apparecchiature e personale non hanno nulla da invidiare alle nostre strutture. Siccome l′assistenza sanitaria pubblica è scarsa, il policlinico colma un vuoto e riesce ad operare grazie alle donazioni private, tra le quali quelle della Fondazione Gargantini».
I progetti sono cinque. I tre esistenti sono rivolti a bambini e donne incinte. I bambini di età inferiore a un anno (più di 200)ricevono regolari visite pediatriche e vengono sottoposti a vaccinazioni. Per altri 300, di età fra 1 e 14 anni, viene dispensata un′assistenza ambulatoriale personalizzata. Per le donne incinte, una trentina, il policlinico controlla l′evoluzione della gravidanza e fornisce l′assistenza basilare. I due progetti nuovi prevedono invece lo screening per la diagnosi precoce delle patologie al seno (100 mammografie al mese) e tomografie computerizzate gratuite. Per realizzare tutti i progetti occorrono più di 100.000 euro all′anno.
L′Associazione amici dell′Argentina organizza giovedì 3 dicembre, all′ex-asilo «Ciani», con Lions Club Monte Ceneri, Città di Lugano e Lugano turismo, una serata di beneficienza a sostegno della Fondazione Gargantini (69-9762-5, Banca Raiffeisen Lugano)e del policlinico. Interverranno il sindaco Giorgio Giudici, il vescovo Mons. Pier Giacomo Grampa e l′ambasciatore di Argentina in Svizzera Fernando Lerena. gi.ga
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